Investire in fondi significa unire le forze di più risparmiatori che insieme acquistano dei pacchetti di azioni di diverse società che spesso operano in settori molto diversi tra loro. Le proposte che le Banche offrono agli investitori sono sia di fondi esteri che italiani e il vantaggio di investire in questi ultimi si ha nella ritenuta fiscale. Infatti mentre nei fondi italiani si ha una ritenuta del 12,5% sulla plusvalenza nel momento in cui l'azione viene rivenduta, nei fondi esteri la ritenuta (sempre del 12,5%) non viene applicata immediatamente ma solo quando il cliente chiude completamente le transazioni ed esce da circuito. Come è ovvio, nel caso di investimenti in fondi esteri, il 12,5% continua a far parte di quel portafoglio che il cliente sta man mano aumentando di valore quindi è come se la ritenuta continuasse ad aiutare il cliente a lavorare e a fare affari.
I fondi italiani sono di varie tipologie ma fanno comunque parte dei beni mobili quindi gli investitori non acquistano case, negozi, capannoni, mobili d'arredamento antichi oppure quadri da collezione ma soltanto azioni e obbligazioni. Ogni fondo segue una linea di investimento ben determinata per cui le categorie si dividono in: fondi comuni monetari, obbligazionari, bilanciati, azionari. Inoltre si ha una classificazione ulteriore dei fondi in base ai mercati in cui si investono. |